Chi ci scrive è Salvatore Sergente, nativo di Milazzo di professione commerciante di articoli da pesca, nella sua biografia sottolinea come il mare per lui sia poesia e come la pesca sia un arte. Asserisce come la professione nel suo caso sia un alibi per mascherare la passione e come il silenzio del mare scuote la coscienza di un uomo. Quasi surreale l'interpretazione adottata, che spiega come l'arte si possa interpretare con un pennello, con una penna, con un sorriso ed anche con una canna da pesca. Come in un dipinto scandisce minuziosamente i colori e le forme asimmetriche di un prodotto ittico e lo fa con una verve e con un occhio critico degno del miglior Sgarbi. Insieme ai suoi amici da circa vent'anni si prodiga nell'iniziativa di gare e di serate all'insegna della pesca nella nostra meravigliosa spiaggia di ponente, dove si può ascoltare il bisbiglio del mare e relazionarsi con la natura sotto lo sguardo della maestosa cinta spagnola a tutela di una professione, la più antica della storia dell'umanità. Un plauso a Salvatore capace di ritagliarsi in un contesto dalle discendenze omeriche una fetta culturale e professionale asserita nelle necessità giornaliere e nelle tradizioni locali.
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