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| Quaderno di 1° elementare di Giuseppe Tusa |
E' difficile oggi condividere con lo stato tematiche sul lavoro e sui diritti dei lavoratori. E' difficile distogliere il pensiero dalla fiaccolata del 21 12 2013 svoltasi nelle vie Milazzesi nel ricordo di Giuseppe Tusa , dove migliaia di persone si sono mobilitati per formalizzare la denuncia di uno scempio continuo e le leggerezze adottate per le misure cautelative sulla sicurezza sul lavoro. E' difficile oggi relazionarsi con un sistema nazionale a tutela dei lavoratori, sterile di programmi e ancorato alle poltrone; troppe vittime hanno scostumato l'ideale patriottico; troppi silenzi hanno stuprato le coscienze popolari e troppi figli di madre sono stati strappati dall'amore dei propri cari, dal senso di irresponsabilità e di dovere. Come possiamo quotidianamente archiviare il senso di giustizia ? Come possiamo realizzare propositi coscienziosi se alla base ci sono elementi quali l'indifferenza, il disinteresse la vigliaccheria e l'omertà ? Quali garanzie sociali diamo ai nostri figli educandoli col timore di Cristo ? Noi che per 1000 euro al mese ( quando va bene ) torniamo a casa alle 20:00 e non prendiamo i nostri figli in braccio per il timore di sporcarli di grasso; noi che per 1400 euro al mese con la nostra divisa garantiamo l'incolumità nelle strade, rischiando la pelle ogni giorno; noi volontari della Charitas che cerchiamo con l'amore verso il prossimo di garantire una busta di spesa settimanale a chi hanno ucciso la propria dignità; noi che come il nostro fratello Giuseppe Tusa voliamo fino a Genova garantendo professionalità, qualità e correttezza ai colori della nostra bandiera e ci adoperiamo in battaglie morali rivendicando una frase scritta dallo stesso Giuseppe già all'età di 6 anni: "La legge è uguale per tutti". Ma perchè ? O meglio per chi ?..... A Genova due anni fa Giuseppe è stato rubato dai nostri occhi: è stato violentato il suo garbo, la sua pulizia, il suo sorriso; chi ha conosciuto Giuseppe non ha potuto fare a meno di notare la qualità straordinaria del pensiero, il senso di dovere, la devozione al proprio lavoro. La luce della sua anima, oggi continua a irradiare chi gli ha voluto bene; ha solcato gli sguardi di chi non lo conosceva e ha annaffiato con emozioni verbali e musicali, lo stelo delle vite altrui, garantendo lacrime di gioia, di passione e di amore. Hai vissuto la propria vita da protagonista per i valori che contano e non da comparsa; grande Giuseppe in un piccolo stato incapace di volerti bene, di cullarti nei suoi antichi allori e ancor oggi assente nei suoi doveri. E' tanta la rabbia che accomuna i nostri cuori, perchè è ingiusto e immorale sacrificare i nostri sogni e i nostri giorni per irresponsabilità; fa male continuare a vivere pensando di non essere rispettati nella dignità e nell'orgoglio. Cari lettori questo è un pensiero che accomuna noi figli di uno stesso Dio, e figli di un' Italia che oggi non c'è più. Un abbraccio di cuore ad una grande Mamma: Adele Chiello.


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