Foto Pro loco
La bellezza paesaggistica e la ricchezza storico-culturale della nostra Milazzo, sazia i propositi artistici di chi vive la propria terra con orgoglio e combatte per rivendicare gli antichi allori declamati negli antichi Agri-Milesi e resi leggendari persino nei canti di Omero. Questo è solo un piccolo saggio di pillole mamertine atta a ricompattare un ideale di Milazzo smarrito nelle problematiche sociali. Certo è difficile oggi interpretare una realtà meno poetica che grava sulla nostra quotidianità e sulle nostre aspettative e discrimina in parte gli ideali di correttezza e di dovere che sono la morale del nostro pensiero, ma abbiamo il potenziale per tornare ad essere competitivi e il dovere di accompagnare moralmente e istituzionalmente Milazzo a tornare ad essere la perla del tirreno, perché la nostra storia è un biglietto da visita non indifferente. Pensate amici la nostra Milazzo risale ai primi insediamenti umani dell'età neolitica (4000 a.C) e gli eventi storici susseguitesi hanno mutato lo scenario sociale e politico nazionale (vedi Giuseppe Garibaldi). Che dire del nostro castello, monumento nazionale con una superficie di oltre sette ettari, correlato dalla sua cinta spagnola, dalla sua torre saracena, dal mastio, dalla sala del parlamento, dalla cinta aragonese, dal palazzo Vicere, dal magico scarabeo e le sue leggende. Qui Greci, Arabi, Normanni, Svevi, Aragonesi e Spagnoli hanno insediato le loro culture e resa la nostra cultura degna dell'antica Roma.
Abbiamo un'infinità di Santuari e Chiese: il Santuario di San Francesco di Paola fondato dallo stesso Santo tra il 1465 e il 1467, irto da eventi miracolosi accaduti davanti il popolo milazzese; il convento di San Papino risalente al 1500 con un interessantissimo secondo altare di destra dedicato al S.S. Crocifisso che lacrimò miracolosamente nella processione davanti ai fedeli nel 1798, un opera lignea del 1632-1633 di frate Umile da Petralia; e ancora il vecchio duomo con opere architettoniche del grande fiorentino Camillo Camillani della scuola di Michelangelo con museo storico e archeologico sito all'interno dello stesso; la chiesetta di Sant'Antonio da Padova scavata nella roccia, rifugio dello stesso Santo dopo il nubifragio sulle coste del capo nel gennaio 1221; e ancora la Chiesa di Santa Maria Maggiore, il Carmine, la mitica Chiesetta del Tindari, l'Addolorata, il Duomo nuovo, la Chiesa dell'Immacolata costruita nel 1640 dalla Congregazione della Concezione e adiacente al convento dei frati Cappuccini costruito nel 1884; la Chiesa del S.S salvatore, e mi fermo perché potrei citarne altre venti. Milazzo ha antiche ville, due notevoli testimonianze del liberty sono rappresentate da villa Vaccarino (oggi sede della Pretura) e Greco in via C.Colombo. Altre testimonianze degne di citazione sono rappresentate dai Palazzi patrizi dei Catanzaro-Gemelli (via Medici) della famiglia Proto (piazza Caio Duilio e via Medici), dei marchesi D'Amico (lungomare Garibaldi). Tra le numerose ville patrizie degne di attenzione: le ottocentesche "villa Ella", "villa Ryolo", "villa Elvira", "villa Lucrezia" del settecento, "villa Aurelia" e "villa Comandè". Abbiamo il palazzo del municipio in austero stile neo-classico; la statua della libertà (1897) che commemora i caduti Garibaldini del luglio 1860; la settecentesca fontana del "Mela" sita in piazza Caio Duilio. Godiamo di chilometri e chilometri di spiaggia, di percorsi naturalistici a capo Milazzo, godiamo dello scenario della costa occidentale , del promontorio sovrastato da monte trino, il mitico viso di pietra e la sua leggenda popolare, la punta mazza , il carciofo, la punta messinese e angoli di paradiso incontaminati dove i fondali si osservano anche dalla terra ferma.
Foto Franco Imbesi
Foto Pro loco
Foto Pro loco la mattanza dei tonni
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