venerdì 29 novembre 2013

Problematiche di urbanizzazione a Torregrotta.




Riceviamo e pubblichiamo l'accorato appello dei residenti della Comunità di Torregrotta che, attraverso L'amico Gabriel Aaron Nolfo, visualizza una realtà ancorata da tempo nel suo paese. 

"Torregrotta oggi è un paese di quasi 8000 abitanti sito lungo la costa settentrionale del messinese, nella valle del Niceto e si estende per circa 4,20 km quadrati.

Basta che pochi millimetri di acqua si riversino al suolo ed ecco trasformarsi le principali vie del paese in veri e propri fiumi, ed il sottopassaggio (fiore all'occhiello di passate amministrazioni comunali) in un immenso pantano creando disagi non indifferenti alla cittadinanza. Perchè si è fatto poco o nulla per evitare questi disagi? Perchè ancora oggi tutto ciò continua ad accadere? A cosa sono servite le molte petizioni firmate dai cittadini più colpiti dal problema? E' possibile che tutto ciò rimanga solo un grido nel deserto? Queste sono le domande che i cittadini si pongono e rivolgono alle autorità cercando disperatamente delle risposte esaustive. Arriveranno?
Il Comprensorio di Torregrotta negli anni 1980 , vuoi per l'incremento delle attività artigianali e le opportunità di lavoro, ha facilitato il rientro di buona parte di popolazione prima emigrata nelle città del Nord italia e dall'estero 
In concomitanza del loro rientro l'edilizia ha iniziato a svilupparsi in modo esponenziale forse con poca attenzione e rispetto del territorio. Quasi tutta la parte pianeggiante del comune, infatti è stata edificata e dove si trovavano distese agricole, oggi si trovano centri abitati. Ma il processo di urbanizzazione di queste aree è stato adeguatamente progettato tenendo conto della morfologia del territorio? A quanto pare no! 
Questo è dimostrato dalle numerose alluvioni che si sono susseguite nell'ultimo ventennio. Le aree adibite un tempo alla coltivazione e oggi cementificate hanno perso i loro sistemi di drenaggio, deflusso e convogliamento delle acque piovane senza essere sostituite in modo adeguato da nuovi e più moderni sistemi. La scomparsa di queste cosiddette "saie" ha fatto si che le acque piovane si perdano nei terreni ancora esistenti creando zone a rischio di frane e smottamenti. Aggiungendo a tutto ciò anche l'incuria in cui riversano i letti dei fiumi che fungono da discariche abusive e non vengono mai adeguatamente ripuliti, si creano rischi sempre maggiori a discapito del territorio e della popolazione.

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