Cari amici, ripropongo a distanza di un anno dalla pubblicazione, questo trafiletto, al fine di sollecitare le coscienze popolari a prendere atto della nostra realtà. Da questo blog che, non è una testata giornalistica ma una bacheca di confronto, lanciamo un appello al buon senso e al nuovo organigramma politico che verrà, al fine di garantire risposte esaustive alla cittadinanza, di offrire soluzioni agli innumerevoli disagi provocati a coloro che usufruiscono quotidianamente di tale
servizio: studenti, lavoratori pendolari, turisti che da anni sono ancorati ad una
realtà avvilente ai confini della tollerabilità. Nella nuova stazione ferroviaria , (una cattedrale
nel deserto) infatti, non sono attivi i servizi igienici, non è operativa
la sala ristoro, non vi è un edicola e nemmeno un ufficio informazioni e
la biglietteria, è attiva solo
in particolare ore e in specifici giorni. Se a questo aggiungiamo un
ennesimo disservizio legato alle corse, dalla stazione alla
piana, la cartolina che offriamo è uno schiaffo alla nostra cultura e
alla nostra intelligenza.
A nulla son servite le numerose assemblee e i rumorosi dibattiti sull'argomento, perchè non è stato mai legittimato un piano di attivazione e un progetto di riavvio. Ci si limita a sentenziare l'operato dell'uno e dell'altro senza curarsi dei disagi provocati a coloro che usufruiscono quotidianamente di tale servizio:
Cari amici, l'appello a voi rivolto è un invito a monitorare la paralisi ormai stagnante che dimora nella nostra Milazzo ed i disservizi sociali che aggravano una precarietà consolidata nel tempo. Milazzo deambula senza orgoglio negli allori della sua antica storia, offrendo carenze strutturali di cui siamo tutti vittime .
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